Mostre

“ I vestiti nuovi dell’imperatrice” Francesca Orelli

Francesca Orelli e’ nata a Roma 39 anni fa. Dopo il liceo, non ha scelto un percorso universitario, e si e’ dedicata allo studio del pianoforte classico per diversi anni. Si e’ poi trasferita in America,  per laurearsi all’universita’ delle Belle Arti di Boston.
Tornata in Italia, si e’ stabilita a Roma, dove vive e lavora da sei anni.

“ I vestiti nuovi dell’imperatrice e’ un progetto legato al mio ritorno in Italia.
E’ composta da una serie di collage creati usando come base le cartoline del pittore Ettore Roesler Franz, artista italiano di origine tedesca.
Ho deciso di utilizzare i famosi acquarelli di Franz, perche’ mi interessava lavorare con dei clichet  visivi, per arrivare a un’altra interpretazione della classica “Roma Sparita” (da qui il titolo della serie) ”.

Per info: francescafoto@gmail.com


Loosen Art

Dal 19 ottobre al 19 novembre 2017 LoosenArt – galleria e piattaforma on line dedicata alle arti visive contemporanee – in collaborazione con Alembic  – galleria d’arte e cocktail bar  – presentano la mostra LoosenArt Collective#2. In mostra una selezione delle opere fotografiche e grafiche degli artisti internazionali rappresentati da LoosenArt.com durante l’anno 2017. Gli artisti Aneta Vasatova, giovane fotografa della Repubblica Ceca, il suo lavoro esplora la trasformazione del contesto e della sensazione resa dal mezzo fotografico attraverso la trasposizione di paesaggi su tessuti indossati dai suoi modelli. Daria Amaranth, una fotografa russa con sede a San Pietroburgo, l’artista descrive il proprio lavoro come “una ricerca di misteri attraverso l’uso della macchina fotografica”. Inna Mosina, fine art photographer russa, le sue immagini concettuali vedono come protagoniste donne che rappresentano la cultura contemporanea russa, immerse nell’ etereo, nel sogno e nel fantastico. Justyna Neryng, visual artist che vive e lavora a Londra, presenta personaggi infantili trionfali catturati su uno sfondo neutro con “uniformi” e l’aspetto imperioso. Nel suo lavoro ritroviamo tradizioni e i miti polacchi dialoganti con una passione per la pittura flaminga. L’artista digitale statiunitense Lane Last, professore d’arte presso l’Università del Tennessee, presenta opere digitali e visionarie, ognuna delle sue opere è una composizione dis-armonica in grado di solleticare la memoria e l’immaginazione del pubblico. Il lavoro fotografico dell’artista americana Laura Migliorino intitolato Absentia: passato abbandonato è la continuazione di un percorso artistico / documentario che negli ultimi dieci anni ha esplorato il rapporto simbiotico e intimo tra le persone e le loro case. Lindsay McCarty, americana, il suo lavoro è rappresentativo della lotta delle nuove generazioni nel trovare il proprio posto nel paesaggio medio-occidentale americano, rappresentativo della lotta odierna per uno stile di vita rurale ormai in declino. Madeleine Kukic, Paesi Bassi, lavora nel campo delle arti visive dal 1994. La fotografia è per questa artista un mezzo attraverso cui contemplare la vita quotidiana, osservare l’ambiente a cui appartiene esaminando attentamente forme e contenuti che ne fanno parte. Significativa è la componente diaristica dell’intero suo lavoro. Il rapporto tra lo spazio fisico e l’immagine fotografica è al centro della ricerca della fotografa ucraina Maria Barlasov. Qusta fotografa realizza pseudo siti teatrali, impostati per creare un’immagine e un’identità di un luogo. Nel lavoro del francese Patrice Godenzi rinveniamo una combinazione di tecniche proprie del mondo fotografico e di quello pittorico, un mix di linguaggi reso possibile dai nuovi strumenti digitali attraverso i quali Godenzi crea una tecnica personale capace di rappresentare ed esprimere ciò che egli definisce “interazione vibrante con il mondo”. Peter Ydeen, originario della Pennsylvania attualmente vive e lavora a New York City. Ydeen lavora nel campo della fotografia paesaggistica urbana che oggi celebra la complessità e la bellezza del mondo mondano. I suoi scatti notturni sono spesso caratterizzati da un illuminazione che evoca set scenografici. Il lavoro del giapponese Ryota Matsumoto esplora tecniche di disegno ibrido che combinano linguaggi dell’architettura e dall’arte visiva attraverso l’utilizzo di mezzi digitali e tradizionali.

La visione artistica di Matsumoto è profondamente influenzata dall’architettura e dall’ambiente costruito: l’interazione tra struttura e spazio svolge un ruolo importante nel suo lavoro. Sandrine Hermand-Grisel è un’artista francese che vive e lavora tra Francia e Stati Uniti, La fotografia è un mezzo attraverso cui Sandrine Hemand-Grisel prietta il suo stato emotivo, diventando così un registratore capace di preservare i ricordi e le percezioni derivanti dalle esperienze. Santosh Korthiwada. Potremmo parlare di quest’artista di San Francisco come di un poeta visivo ispirato alle opere letterarie di Rumi e influenzato dalla poesia visiva di Harry Callahan e Minor White. Korthiwada utilizza la fotografia come mezzo attraverso cui proiettare la propria coscienza, un mezzo di estensione fisica, mentale e spirituale. L’età digitale ha reso ancora più esplicito il controllo efficace che l’uomo ha sempre avuto sulla mezzo fotografico, questo sembra essere il primo obiettivo dell’artista messicano Stanley Shoemaker, svelare una realtà e un mondo di immagini pienamente sotto il controllo dell’uomo, in cui la percezione diventa un nuovo canale attraverso il quale comunicare.


SILIKON TOUCH by Alexandra Gonsalez

L’integrazione artistica tra l’elemento dell’oggetto è armonioso e organico, è coerente e naturalmente presente. L’oggetto suggerisce una valorizzazione estetica dando un piacere tattile attraverso la possibilità di toccarlo. L’origine naturale, evoca forme totemiche preistoriche quasi futuribili. La multifunzionalità di questi oggetti d’arte non ordinari e di design, migliorano la qualità della vita delle persone. L’oggetto è rivoluzionario nel suo concetto di design e lavorazione fattura. Il lavoro manuale è riconosciuto dalla sua unicità di costruzione, l’oggetto non suggerisce l’ idea di un prodotto seriale ed è chiaramente un pezzo unico nel suo genere. Questo mezzo offre idee per un’ampia varietà di realizzazioni. Infinite possibilità e combinazioni di oggetti e materiali offrendo una varietà di risultati per ogni insolita eppure sorprendente combinazione, in cui i materiali usati si valorizzano ed esaltano a reciprocamente.

Alexandra Moreno Gonzalez è un’ artista Italo-Venezuelana. Durante i suoi vent’ anni scopre e sviluppa Silikon Art.

Affascinata da temi metafisici, dallo studio per lo zen nelle arti creative la portano a studiare Acting e Film acquisendo una comprensione piu’ ampia sull’ audio-visivo.

Il gusto per la ricerca rafforzano in modo costante e indisciplinato la curiosità di andare oltre. Attraverso l’incontro con vari Maestri è profondamente ispirata dal lavoro con il Maestro Dominique De Fazio, di cui segue numerosi training intensivi in varie parti del mondo che le permettono di strutturarsi come artista.

Il suo lavoro è guidato dall’ aspirazione di creare connessione tra un mondo tangibile e il non manifesto, esplorando nuove aree futuribili e contemporanee.

Ha esposto a Los Angeles e a Venezia.


“Al tramonto…momenti urbani” Giuseppina Frassino

Il rapporto tra i vari elementi compositivi dipende dalla granulosità sabbiosa delle fioriture ferrose, dai riverberi dalle macchie di un paesaggio informale disegnato dalla guidata casualità degli ossidi. Sono assenti ora quegli elementi di lettura che distolgono l’attenzione verso una storia diversa e parallela, legata ala scrittura che si traduce in notizia, che recupera al cartellone pubblicitario la sua funzione di origine. Giuseppina Frassino ripristina questo iniziale messaggio in qualche altra occasione

La mostra “Lolitas”

La mostra di Justina Pawlowska

La mostra di Alejandro Otero

La mostra di Manuela Kalì